La Cassa Rurale di Tuenno
La Cassa Rurale di Tuenno fu fondata il 26 dicembre del 1894 per impulso del curato del luogo don Giovanni Battista Panizza alla presenza di 32 Soci fondatori e con la denominazione di "Cassa Rurale di Risparmio e Prestiti di Tuenno", quale consorzio a garanzia illimitata.
La quota sociale era di tre fiorini, pari a 6 corone (quest'ultima moneta fu introdotta dopo il 1892), e corrispondeva all'incirca alla paga per una giornata di un bracciante; l'ammontare era pertanto alla portata di tutti e ciò permetteva anche ai contadini più poveri di aderire alla Cassa. La carenza di capitale iniziale era compensata dalla garanzia illimitata dei soci che rendeva la cassa solida fin dalle sue origini.
La costituzione della Cassa, insieme al resto della cooperazione trentina, rappresentò una risposta alla situazione economica critica e disagiata del periodo, caratterizzata da povertà, emigrazione e crisi sociale.
Nel primo statuto della Cassa si rileva non solo la serietà delle norme messe a fondamento della Cassa (la severità e la prudenza nelle operazioni di prestito erano la garanzia per non mettere a repentaglio queste piccole istituzioni creditizie e con esse il patrimonio personale del socio), ma si scopre il ruolo centrale propulsivo anche di altre forme di cooperazione per il miglioramento della vita economica e sociale del paese. Lo scopo, così come riportato negli articoli due e tre dello Statuto, consiste nel “migliorare sotto l'aspetto morale e materiale la condizione dei propri soci, fornendo loro il denaro necessario per l'esercizio dei loro affari e della loro economia agricola e favorendone il risparmio”.
La prima sede della Cassa fu la Canonica situata in via Pasotti, dove l'attività bancaria si svolgeva solo per poche ore la domenica al di fuori dell'orario delle funzioni religiose.
In seguito l'attività della Cassa fu trasferita nei locali di casa Grandi, sopra la prima sede della Famiglia Cooperativa, a sua volta fondata nell'aprile del 1894, anche se formalmente la sede continuava a rimanere in Canonica.
La Cassa fu anche tra le fondatrici nel 1895 della Federazione dei Consorzi Cooperativi, istituto che divenne il vero centro attorno al quale ruotò tutta la cooperazione trentina.
Fin dalle origini la Cassa, grazie alla sagacia e all'accortezza dei suoi amministratori, fu una delle più solide Casse Rurali del Trentino: l'avvio fu buono e già nel bilancio del 1897 si contavano 69 soci con depositi a risparmio per 13.079 fiorini, prestiti ai soci per 3.226 fiorini e conti correnti attivi per 8.398 fiorini – il patrimonio (quote sociali più fondo di riserva) era invece di 239 fiorini; dieci anni dopo l'inizio attività, ossia nel 1905, i soci erano saliti a 127, i depositi a 169.469 corone (2 corone equivalevano a 1 fiorino), i prestiti ai soci a 19.410 corone e i conti attivi a 142.420 corone, mentre il patrimonio era salito a 3.032 corone; alla vigilia della prima guerra mondiale la Cassa contava 238 soci e il miglior segno della solidità della Cassa e, pur attenuando la sua attività, restò sempre operativa anche durante gli anni della grande guerra.
I buoni utili che la Cassa, fin dall'inizio, conseguì oltre che ad andare in massima parte al fondo di riserva, andavano anche in beneficenza e per opere sociali.
In seguito, la situazione di crisi economica mondiale degli anni trenta porta la Cassa ad adottare una politica severa e affrontare il terremoto bancario del giugno 1933 contando sui soli soci, che non persero la fiducia nel proprio sodalizio e credettero nella loro Cassa.
Infine, finita la seconda guerra mondiale e dopo un periodo difficile, la Cassa riprese piano piano il proprio ruolo centrale di sostegno alle economie locali.
La nuova denominazione "Cassa Rurale di Tuenno", venne introdotta per decisione assembleare nel 1935; la quota sociale era determinata in lire 10. I soci iscritti ammontavano nel 1940 a 413.
Nel 1950 l'Assemblea Straordinaria decise la modifica della natura giuridica della Cassa da "Consorzio economico a garanzia illimitata" a "Società cooperativa a responsabilità illimitata".
Cinque anni più tardi, nel 1955, si inaugurò la nuova Sede di Via Maistrelli con la commemorazione del sessantesimo anniversario di fondazione. I soci iscritti ammontavano a 508.
Negli anni seguenti, grazie al boom economico degli anni sessanta, la compagine sociale si allargò ulteriormente, incrementando sia il numero dei soci sia quello degli sportelli operativi: si arrivò a contare 563 soci nel 1960 e 684 nel 1970 e il dicembre del 1972 rappresenta una tappa importante della storia della Cassa Rurale, con l'apertura del primo sportello a Cles in viale Degasperi, piattaforma di lancio verso un futuro di continuo sviluppo.
L'espansione dell'ambito operativo, richiese un ampliamento anche dello spazio operativo, realizzato con la nuova Sede di Piazza Liberazione a Tuenno, inaugurata il 25 aprile del 1981. I soci iscritti erano in quel momento 930 e nel corso degli anni ottanta il numero continuò ad incrementare: nel 1985 si registravano 941 soci per poi varcare la soglia dei mille nel 1990 con 1.021 soci iscritti.
Dal 1993 in poi inizia il processo di sviluppo della Cassa con l'apertura in gennaio del nuovo sportello in Piazza Granda a Cles, accompagnato dallo slogan "Sempre più vicini alla gente", e con la fusione societaria nell'ottobre dello stesso anno mediante l'incorporazione della Cassa Rurale di Flavon che porta a fine anno a 1.471 soci iscritti.
Il processo di crescita mediante fusione societaria per incorporazione prosegue poi nel 1995 con la Cassa Rurale di Campodenno portando al raggiungimento di 1.956 soci iscritti.
Nel maggio dello stesso anno l'assemblea straordinaria approva la modifica statutaria che prevede la variazione della forma giuridica da "Società cooperativa a responsabilità illimitata" a "Banca di Credito cooperativo, Società Cooperativa per azioni a responsabilità limitata".
Poco dopo, nel 1997, l'assemblea straordinaria dei soci decise la variazione della denominazione sociale da "Cassa Rurale di Tuenno" a "Cassa Rurale di Tuenno - Val di Non", conseguenza dell'ampliamento dell'ambito territoriale di operatività della Cassa.
Il processo di espansione iniziato nel 1993 continua quindi nel 1999 con la fusione societaria mediante l'incorporazione della Cassa Rurale delle Maddalene, grazie alla quale si varca la soglia dei duemila iscritti giungendo a 2.792 soci.
Ultima tappa significativa, ma non meno importante, il 20 maggio 2001. Essa rappresenta la data in cui è stato inaugurato il nuovo Centro Direzionale di Cles, una struttura moderna in grado di ospitare numerosi servizi alla clientela ed una sala polifunzionale da 250 posti a sedere.
La Cassa Rurale di Tuenno – Val di Non rappresenta oggi la prima Cassa Rurale della Val di Non e una delle prime realtà cooperative trentine. L'attuale struttura deriva dalla volontà di alcune Casse Rurali di intraprendere un processo di aggregazione e di crescita, allo scopo di condividere competenze e conoscenze, per rafforzare la capacità di garantire la crescita sociale, economica e culturale della Comunità. La Cassa Rurale di Tuenno – Val di Non rappresenta infatti più anime, ognuna delle quali vanta una storia centenaria ed uno stretto legame al Territorio e alla Comunità, preziosi contributi da custodire e valorizzare costantemente.
La quota sociale era di tre fiorini, pari a 6 corone (quest'ultima moneta fu introdotta dopo il 1892), e corrispondeva all'incirca alla paga per una giornata di un bracciante; l'ammontare era pertanto alla portata di tutti e ciò permetteva anche ai contadini più poveri di aderire alla Cassa. La carenza di capitale iniziale era compensata dalla garanzia illimitata dei soci che rendeva la cassa solida fin dalle sue origini.
La costituzione della Cassa, insieme al resto della cooperazione trentina, rappresentò una risposta alla situazione economica critica e disagiata del periodo, caratterizzata da povertà, emigrazione e crisi sociale.
Nel primo statuto della Cassa si rileva non solo la serietà delle norme messe a fondamento della Cassa (la severità e la prudenza nelle operazioni di prestito erano la garanzia per non mettere a repentaglio queste piccole istituzioni creditizie e con esse il patrimonio personale del socio), ma si scopre il ruolo centrale propulsivo anche di altre forme di cooperazione per il miglioramento della vita economica e sociale del paese. Lo scopo, così come riportato negli articoli due e tre dello Statuto, consiste nel “migliorare sotto l'aspetto morale e materiale la condizione dei propri soci, fornendo loro il denaro necessario per l'esercizio dei loro affari e della loro economia agricola e favorendone il risparmio”.
La prima sede della Cassa fu la Canonica situata in via Pasotti, dove l'attività bancaria si svolgeva solo per poche ore la domenica al di fuori dell'orario delle funzioni religiose.
In seguito l'attività della Cassa fu trasferita nei locali di casa Grandi, sopra la prima sede della Famiglia Cooperativa, a sua volta fondata nell'aprile del 1894, anche se formalmente la sede continuava a rimanere in Canonica.
La Cassa fu anche tra le fondatrici nel 1895 della Federazione dei Consorzi Cooperativi, istituto che divenne il vero centro attorno al quale ruotò tutta la cooperazione trentina.
Fin dalle origini la Cassa, grazie alla sagacia e all'accortezza dei suoi amministratori, fu una delle più solide Casse Rurali del Trentino: l'avvio fu buono e già nel bilancio del 1897 si contavano 69 soci con depositi a risparmio per 13.079 fiorini, prestiti ai soci per 3.226 fiorini e conti correnti attivi per 8.398 fiorini – il patrimonio (quote sociali più fondo di riserva) era invece di 239 fiorini; dieci anni dopo l'inizio attività, ossia nel 1905, i soci erano saliti a 127, i depositi a 169.469 corone (2 corone equivalevano a 1 fiorino), i prestiti ai soci a 19.410 corone e i conti attivi a 142.420 corone, mentre il patrimonio era salito a 3.032 corone; alla vigilia della prima guerra mondiale la Cassa contava 238 soci e il miglior segno della solidità della Cassa e, pur attenuando la sua attività, restò sempre operativa anche durante gli anni della grande guerra.
I buoni utili che la Cassa, fin dall'inizio, conseguì oltre che ad andare in massima parte al fondo di riserva, andavano anche in beneficenza e per opere sociali.
In seguito, la situazione di crisi economica mondiale degli anni trenta porta la Cassa ad adottare una politica severa e affrontare il terremoto bancario del giugno 1933 contando sui soli soci, che non persero la fiducia nel proprio sodalizio e credettero nella loro Cassa.
Infine, finita la seconda guerra mondiale e dopo un periodo difficile, la Cassa riprese piano piano il proprio ruolo centrale di sostegno alle economie locali.
La nuova denominazione "Cassa Rurale di Tuenno", venne introdotta per decisione assembleare nel 1935; la quota sociale era determinata in lire 10. I soci iscritti ammontavano nel 1940 a 413.
Nel 1950 l'Assemblea Straordinaria decise la modifica della natura giuridica della Cassa da "Consorzio economico a garanzia illimitata" a "Società cooperativa a responsabilità illimitata".
Cinque anni più tardi, nel 1955, si inaugurò la nuova Sede di Via Maistrelli con la commemorazione del sessantesimo anniversario di fondazione. I soci iscritti ammontavano a 508.
Negli anni seguenti, grazie al boom economico degli anni sessanta, la compagine sociale si allargò ulteriormente, incrementando sia il numero dei soci sia quello degli sportelli operativi: si arrivò a contare 563 soci nel 1960 e 684 nel 1970 e il dicembre del 1972 rappresenta una tappa importante della storia della Cassa Rurale, con l'apertura del primo sportello a Cles in viale Degasperi, piattaforma di lancio verso un futuro di continuo sviluppo.
L'espansione dell'ambito operativo, richiese un ampliamento anche dello spazio operativo, realizzato con la nuova Sede di Piazza Liberazione a Tuenno, inaugurata il 25 aprile del 1981. I soci iscritti erano in quel momento 930 e nel corso degli anni ottanta il numero continuò ad incrementare: nel 1985 si registravano 941 soci per poi varcare la soglia dei mille nel 1990 con 1.021 soci iscritti.
Dal 1993 in poi inizia il processo di sviluppo della Cassa con l'apertura in gennaio del nuovo sportello in Piazza Granda a Cles, accompagnato dallo slogan "Sempre più vicini alla gente", e con la fusione societaria nell'ottobre dello stesso anno mediante l'incorporazione della Cassa Rurale di Flavon che porta a fine anno a 1.471 soci iscritti.
Il processo di crescita mediante fusione societaria per incorporazione prosegue poi nel 1995 con la Cassa Rurale di Campodenno portando al raggiungimento di 1.956 soci iscritti.
Nel maggio dello stesso anno l'assemblea straordinaria approva la modifica statutaria che prevede la variazione della forma giuridica da "Società cooperativa a responsabilità illimitata" a "Banca di Credito cooperativo, Società Cooperativa per azioni a responsabilità limitata".
Poco dopo, nel 1997, l'assemblea straordinaria dei soci decise la variazione della denominazione sociale da "Cassa Rurale di Tuenno" a "Cassa Rurale di Tuenno - Val di Non", conseguenza dell'ampliamento dell'ambito territoriale di operatività della Cassa.
Il processo di espansione iniziato nel 1993 continua quindi nel 1999 con la fusione societaria mediante l'incorporazione della Cassa Rurale delle Maddalene, grazie alla quale si varca la soglia dei duemila iscritti giungendo a 2.792 soci.
Ultima tappa significativa, ma non meno importante, il 20 maggio 2001. Essa rappresenta la data in cui è stato inaugurato il nuovo Centro Direzionale di Cles, una struttura moderna in grado di ospitare numerosi servizi alla clientela ed una sala polifunzionale da 250 posti a sedere.
La Cassa Rurale di Tuenno – Val di Non rappresenta oggi la prima Cassa Rurale della Val di Non e una delle prime realtà cooperative trentine. L'attuale struttura deriva dalla volontà di alcune Casse Rurali di intraprendere un processo di aggregazione e di crescita, allo scopo di condividere competenze e conoscenze, per rafforzare la capacità di garantire la crescita sociale, economica e culturale della Comunità. La Cassa Rurale di Tuenno – Val di Non rappresenta infatti più anime, ognuna delle quali vanta una storia centenaria ed uno stretto legame al Territorio e alla Comunità, preziosi contributi da custodire e valorizzare costantemente.
